Fotovoltaico e comunità energetiche in condominio: chi decide e quali incentivi 2026

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Fotovoltaico e comunità energetiche in condominio: chi decide, quali incentivi

Il tetto può diventare una centrale che abbatte le bollette del palazzo. Ma quante “strade” esistono? Che maggioranza serve? E quali incentivi restano nel 2026? Scoprilo scegliendo il tuo caso.

Lettura · 7 minAggiornato · 2026Tema · Energia & innovazioni

Con le bollette che non danno tregua, il fotovoltaico condominiale è passato da “idea green” a scelta economica. La buona notizia: non serve più l’unanimità, e le comunità energetiche aprono incentivi ventennali. La meno buona: bisogna scegliere la configurazione giusta. Vediamole.

01Tre strade, tre logiche

Chi produce e chi consuma cambia tutto.

Prima di convocare l’assemblea, chiarisci l’obiettivo: alimentare solo le utenze comuni, dare al singolo il diritto di installare per sé, o condividere l’energia tra gli appartamenti per accedere agli incentivi. Sono tre modelli diversi — scegli qui sotto quello che ti riguarda.

Strumento interattivo

Quale soluzione fa per te?

Tocca una delle tre strade per vedere come funziona, la maggioranza e gli incentivi.

Impianto per le utenze comuni

L’energia alimenta ascensore, luci scale, portineria, riscaldamento centralizzato.

Come funziona
Pannelli sul tetto condiviso; l’energia abbatte le spese comuni. La più semplice da gestire.
Chi decide
Delibera dell’assemblea: è un’innovazione (art. 1120 c.c.).
Maggioranza
Quorum agevolato: maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore (500 millesimi), art. 1136, c. 2, c.c.
Incentivi
Detrazione per ristrutturazione sulle parti comuni; spese deliberate e pagate con bonifico parlante.

Impianto del singolo condòmino

Il singolo installa per la propria abitazione, anche sul tetto comune.

Come funziona
Il condòmino realizza a proprie spese un impianto a servizio esclusivo della sua unità, usando una porzione di tetto/lastrico comune.
Chi decide
Non serve il voto: basta comunicare all’amministratore. L’assemblea può prescrivere le modalità, non vietare.
Base normativa
Art. 1122-bis c.c. Una clausola del regolamento che vieti in assoluto le fonti rinnovabili è nulla.
Limiti
Rispetto di sicurezza, stabilità, decoro e pari uso; vincoli paesaggistici dove presenti.

Autoconsumo collettivo o CER

L’energia si condivide (virtualmente) tra gli appartamenti: qui stanno gli incentivi migliori.

Come funziona
Un impianto comune produce; il GSE calcola ogni ora l’energia “condivisa” tra i partecipanti e la premia. L’autoconsumo collettivo riguarda il solo edificio; la CER è un soggetto giuridico che può aggregare anche vicini esterni.
Chi decide
Per l’impianto sulle parti comuni, delibera con la maggioranza agevolata (500 millesimi). L’adesione dei singoli è volontaria.
Base normativa
D.Lgs. 199/2021 e “Decreto CACER” (DM 414/2023), operativo dal 2024.
Incentivi
Tariffa incentivante GSE sull’energia condivisa per 20 anni; possibile contributo PNRR fino al 40%, ma riservato agli impianti nei Comuni sotto i 5.000 abitanti.

02Niente unanimità: la transizione è “agevolata”

È il punto che sblocca tutto. Le opere per le fonti rinnovabili sono innovazioni agevolate: il legislatore ha ridotto il quorum per non farle bloccare da pochi. Basta la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi), ai sensi dell’art. 1136, comma 2, c.c., richiamato dall’art. 1120.

E chi è contrario? Non può bloccare i lavori, ma può essere esonerato dalle spese rinunciando ai benefici (e potrà aderire in seguito). Se ritiene lesi diritti individuali, può impugnare la delibera entro 30 giorni.

03Gli incentivi 2026, senza illusioni

Il quadro è ancora conveniente, ma va letto con attenzione perché cambia in fretta. Il Superbonus non è più disponibile per nuovi interventi dal 2026. Restano: la detrazione per ristrutturazione sulle parti comuni (utilizzabile anche per il solo fotovoltaico, tetto di spesa 96.000 € per unità, in 10 anni), l’eventuale Ecobonus se l’impianto è parte di una riqualificazione più ampia, e — per autoconsumo collettivo e CER — la tariffa incentivante del GSE sull’energia condivisa, riconosciuta per 20 anni.

Attenzione al contributo PNRR Il contributo in conto capitale fino al 40% per le CER è riservato agli impianti nei Comuni con meno di 5.000 abitanti: per una città come Napoli non è quindi disponibile, mentre resta pienamente accessibile la tariffa incentivante GSE. Le finestre e i massimali cambiano: verifica sempre sul portale GSE prima di deliberare.

In tutti i casi servono i requisiti formali: bonifico parlante, comunicazione ENEA entro 90 giorni quando dovuta, registrazione dell’impianto sul portale GSE per gli incentivi sull’energia condivisa.

Domande rapide

No: l’art. 1122-bis riconosce al singolo il diritto di installare un impianto a servizio della propria unità, anche su parti comuni. Una clausola del regolamento che lo vieti in assoluto è nulla. Devi però comunicarlo all’amministratore e rispettare decoro e sicurezza.
L’autoconsumo collettivo riguarda i soli clienti dello stesso edificio e può avviarsi con l’accordo di almeno due partecipanti. La CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega anche vicini esterni entro la stessa cabina primaria.
D.Lgs. 199/2021
L’impianto condominiale è pertinenza delle parti comuni: resta all’edificio. Cambia il proprietario, ma l’impianto e i suoi benefici restano legati all’unità e alla configurazione.

Il tuo palazzo vuole il fotovoltaico?

Assocond Co.Na.F.I. Napoli ti aiuta a scegliere la configurazione giusta, impostare la delibera con la maggioranza corretta e mettere in sicurezza incentivi e contratti.

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Nota. Contenuto divulgativo, non sostitutivo di un parere legale o tecnico. Incentivi, aliquote e finestre cambiano di frequente: verifica sempre le fonti ufficiali (GSE, ENEA, Agenzia delle Entrate).