Amianto ed eternit in condominio: quando va rimosso e chi paga
Un tetto in eternit non significa automaticamente “rimozione immediata”. La legge ragiona sul rischio, non sulla semplice presenza. Ma gli obblighi — e le sanzioni per chi li ignora — sono reali.
L’amianto è fuorilegge dal 1992 (L. 257/1992), ma quella legge ne ha vietato produzione e commercio senza imporre una rimozione generalizzata. Per questo è ancora presente in tanti edifici anni ’60-’80: tetti, canne fumarie, tubazioni, cassoni. La domanda giusta non è “c’è amianto?”, ma “è pericoloso?”.
01L’obbligo nasce dal rischio, non dalla presenza
Conta se il materiale rilascia fibre.
Il primo passo è sempre una valutazione del rischio affidata a un tecnico abilitato: mappatura, censimento e giudizio sullo stato del materiale. Da lì derivano tre scenari: se è integro e non a rischio, basta il controllo periodico; se è integro ma vulnerabile, serve un programma di manutenzione; se è friabile o danneggiato (rilascia fibre nell’aria), scatta l’obbligo di intervento tra quelli previsti dal D.M. 6 settembre 1994: rimozione, incapsulamento (si inglobano le fibre) o confinamento.
Devi rimuoverlo? E chi paga?
Due domande e ti oriento su obbligo e ripartizione. Indicazione di massima, non un parere.
02Chi paga: la regola delle parti comuni
Se l’amianto è su una parte comune (art. 1117 c.c.) — il tetto di copertura, le colonne, la facciata — la bonifica è deliberata dall’assemblea e la spesa si ripartisce tra tutti per millesimi (art. 1123 c.c.). Trattandosi in genere di manutenzione straordinaria di notevole entità, la delibera richiede la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi, anche in seconda convocazione). Se invece il manufatto è di proprietà esclusiva (una tettoia che copre una sola unità), la spesa è a carico del solo proprietario. E quando serve solo ad alcune unità, si ripartisce tra i condòmini interessati (art. 1123, c. 3).
03Come si interviene, in sicurezza
La bonifica va affidata a ditte specializzate autorizzate, che presentano il piano di lavoro all’ASL prima di operare. La rimozione è la soluzione più risolutiva (elimina la fonte, con smaltimento in discarica autorizzata) ma anche la più costosa; l’incapsulamento e il confinamento isolano il materiale ma impongono un monitoraggio periodico. Attenzione al fatto che un manufatto oggi integro può diventare pericoloso in fretta: intemperie, urti, persino i rami di un albero mossi dal vento possono abradere una copertura e liberare fibre. Vale la pena verificare anche le agevolazioni regionali e gli incentivi disponibili per la bonifica.
Domande rapide
L. 257/1992 · Art. 1130 c.c.
Amianto in condominio e nessuno interviene?
Assocond Co.Na.F.I. Napoli verifica obblighi e responsabilità, individua chi deve pagare e affianca l’amministratore su segnalazioni, delibere e sanzioni.
Prenota la prima consulenza WhatsAppNota. Contenuto divulgativo, non sostitutivo di un parere legale o tecnico. La necessità e il tipo di intervento dipendono dalla valutazione del rischio effettuata da un tecnico abilitato.
