Posto auto al condòmino disabile: il Tribunale di Napoli dice sì, anche contro la turnazione
Nove posti per sedici richiedenti, e un condòmino con grave invalidità a cui volevano reimporre la rotazione. Il giudice partenopeo ha detto no: il diritto alla mobilità viene prima del turno. Ecco la pronuncia e cosa insegna.
Nei cortili dove i posti non bastano per tutti, la turnazione sembra la soluzione più equa. Ma cosa succede quando, tra i condòmini, c’è chi — per una grave patologia invalidante — ha bisogno di parcheggiare sempre nello stesso posto, il più vicino possibile a casa? Il Tribunale di Napoli ha dato una risposta netta.
01Il caso deciso a Napoli
In un condominio con nove posti auto a fronte di sedici richiedenti, era stato adottato un sistema di turnazione. A un condòmino affetto da grave patologia invalidante era però stato assegnato, di fatto, un posto stabile. Con una lettera dell’amministratore, il condominio manifestava l’intenzione di reintrodurre la rotazione mensile anche per lui, insieme ad altri condòmini con ridotta capacità motoria.
Temendo di perdere la possibilità di parcheggiare in condizioni compatibili con la disabilità, il condòmino ha depositato un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., chiedendo il riconoscimento del diritto a usare in via esclusiva quello stallo.
Il Tribunale di Napoli ha accolto integralmente il ricorso, ritenendo sussistenti sia il fumus boni iuris (la fondatezza della pretesa) sia il periculum in mora (il rischio di un danno grave e irreparabile): la turnazione avrebbe compromesso in modo significativo l’autonomia, la salute e la dignità del ricorrente, la cui condizione imponeva una necessità assoluta e non differibile di parcheggiare stabilmente e agevolmente vicino all’ingresso. Il condominio è stato condannato ad assegnargli il posto e al pagamento delle spese (Trib. Napoli, ord. 1° luglio 2025).
02Il fondamento: l’art. 1102 letto con la Costituzione
La proprietà cede davanti alla salute e alla dignità.
La chiave è un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 1102 c.c. Il diritto di ciascun condòmino di usare le parti comuni va contemperato con i diritti di chi, per ridotta capacità motoria, ha bisogno di raggiungere e fruire degli spazi in autonomia. In gioco ci sono il diritto a una normale vita di relazione (art. 2 Cost.), il diritto alla salute (art. 32 Cost.), l’uguaglianza sostanziale (art. 3, c. 2) e la funzione sociale della proprietà (art. 42, c. 2), che per questo può subire limitazioni. Sullo sfondo, la L. 104/1992, la L. 67/2006 sulle discriminazioni e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata con L. 18/2009), che impongono “accomodamenti ragionevoli”.
Hai diritto al posto riservato?
Due domande per orientarti. Indicazione di massima, non un parere.
03I limiti e la strada corretta
Attenzione a non confondere i piani. L’assegnazione esclusiva e permanente di un posto a un condòmino, in generale, è nulla senza il consenso unanime (Cass. n. 11034/2016): la maggioranza non può “regalare” per sempre un pezzo di cortile. La riserva a favore del disabile è invece un temperamento giustificato dalla solidarietà: legittima quando è necessaria e proporzionata, e finché permane la condizione di invalidità, senza espropriare gli altri ma organizzando in modo equo gli spazi residui.
Sul piano tecnico, la L. 13/1989 e il D.M. 236/1989 impongono, negli edifici nuovi o ristrutturati, almeno un posto riservato ogni 50 (largo min. 3,20 m); per gli edifici più datati la tutela passa dall’interpretazione costituzionale vista sopra. L’art. 78 del DPR 380/2001 consente di deliberare le opere per l’abbattimento delle barriere con la maggioranza dei 500 millesimi; se il condominio non provvede entro tre mesi, il disabile può agire.
Domande rapide
Trib. Napoli, ord. 1 luglio 2025
Ti negano il posto auto nonostante la disabilità?
Assocond Co.Na.F.I. Napoli imposta la richiesta all’assemblea e, se serve, il ricorso d’urgenza per far valere il diritto alla mobilità — come nel caso deciso dal Tribunale di Napoli.
Prenota la prima consulenzaNota. Contenuto di approfondimento, non sostitutivo di un parere legale. La pronuncia citata è una decisione cautelare su un caso concreto: ogni situazione va valutata singolarmente.
