Tagliare un albero in condominio: quando la delibera è valida (Cassazione 2024)

Guide pratiche · Napoli

Tagliare un albero in giardino condominiale: basta la maggioranza in assemblea?

La Cassazione lo ha chiarito di recente: anche l’abbattimento di un albero può essere un’innovazione vietata, se incide sul decoro del condominio.

Nei condomini napoletani con giardino comune, la richiesta di tagliare o potare drasticamente un albero è una delle decisioni assembleari apparentemente più semplici — e invece tra le più delicate dal punto di vista giuridico. Una recente sentenza della Cassazione (n. 15573/2024) ha esteso ai giardini condominiali un principio che fino a poco tempo fa si applicava soprattutto a facciate e parti strutturali: anche il taglio degli alberi può essere un’innovazione vietata se non rispetta il decoro dell’edificio.

I tre limiti dell’art. 1120 c.c.

Ogni intervento sulle parti comuni del condominio, compreso il verde, deve rispettare i limiti fissati dal quarto comma dell’art. 1120 c.c., che vieta le innovazioni che:

  • possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato;
  • ne alterino il decoro architettonico;
  • rendano talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

La Cassazione ha aggiunto un tassello importante: prima di approvare l’abbattimento o una potatura drastica, occorre valutare in che misura l’intervento incida sul decoro e sul pregio complessivo del condominio — non solo sull’edificio in senso stretto, ma anche sul giardino come elemento dell’immagine complessiva della proprietà.

Cosa significa in pratica

Un albero storico, ben visibile dall’ingresso o dalla strada, che contribuisce a caratterizzare esteticamente il condominio, non può essere abbattuto con leggerezza sulla base di una semplice maggioranza assembleare motivata da comodità (foglie da raccogliere, ombra eccessiva, radici invasive): se il taglio altera il pregio complessivo dell’immobile, la delibera può essere impugnata e annullata.

Quando invece il taglio è pienamente legittimo

Il principio non significa che gli alberi condominiali siano intoccabili. Restano pienamente legittimi gli interventi motivati da:

  1. Ragioni di sicurezza — radici che danneggiano fondamenta, pavimentazioni o sottoservizi; rami secchi o instabili con rischio di caduta.
  2. Prescrizioni fitosanitarie — malattie dell’albero certificate da un tecnico agronomo, che rendono necessario l’abbattimento per tutelare altre piante o le persone.
  3. Ordinanze comunali — in presenza di alberi vincolati o monumentali, l’iter passa comunque attraverso l’autorizzazione dell’ente competente, che può anche imporre l’abbattimento.

In questi casi, l’intervento non altera “arbitrariamente” il decoro: risponde a un’esigenza oggettiva che il giudice valuta con favore, specie se supportata da una perizia tecnica.

Come impostare correttamente la delibera

Per ridurre il rischio di impugnazione, conviene che l’amministratore faccia precedere la delibera da una relazione tecnica di un agronomo o perito forestale, che documenti lo stato di salute della pianta e le ragioni dell’intervento. La delibera dovrebbe richiamare espressamente questa relazione, distinguendo con chiarezza tra potatura ordinaria di manutenzione (che rientra nei poteri ordinari dell’amministratore) e abbattimento o intervento drastico (che richiede una valutazione assembleare più approfondita, specie per alberi di rilievo estetico o storico).

Devi impostare una delibera per il taglio di un albero condominiale o contestarne una già approvata?

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Fonti: Cassazione, sentenza n. 15573/2024; art. 1120 c.c., comma 4.